BANDO “RESTO AL SUD” NOVITA' DEL DECRETO RILANCIO

Aggiornato il: lug 22

Resto al Sud è un bando rivolto a giovani imprenditori del sud Italia con l’obiettivo di dare una spinta alla crescita economica del meridione.

Prevede finanziamenti del 100% alle imprese, in parte a fondo perduto e in parte a tasso zero.


Resto al Sud: quanto posso richiedere?

le novità del Decreto Rilancio (D.L. 19 maggio 2020, n.34), convertito con modificazioni dalla Legge 17 luglio 2020, n.77


L’art. 245 del Decreto Rilancio prevede per le imprese di Resto al Sud un ulteriore contributo a fondo perduto a copertura del fabbisogno di circolante:

  • 15.000 euro per le attività svolte in forma di ditta individuale o di libera professione esercitata in forma individuale

  • 10.000 euro per ogni socio, fino ad un massimo di 40.000 euro, per le attività esercitate in forma societaria

É possibile ricevere il contributo a condizione di aver completato il programma di spesa ammesso alle agevolazioni e di essere in regola con il pagamento delle rate del finanziamento bancario e con gli adempimenti previsti dalla normativa. Per ulteriori informazioni, vai alla sezione “Per le imprese beneficiarie”.

ULTERIORI NOVITÀ

Con la conversione in legge del Decreto Rilancio, all’art. 245 bis sono state introdotte ulteriori novità.

In particolare:

  • per le sole imprese esercitate in forma individuale (con un solo soggetto proponente) il massimale di spesa è stato elevato a 60.000 euro;

  • per tutte le iniziative imprenditoriali il nuovo mix di agevolazioni, sempre pari al 100% del programma di spesa ammesso, prevede il 50% di contributo a fondo perduto e il 50% di finanziamento bancario agevolato

Queste novità si applicano alle domande presentate dopo il 19 luglio 2020.

Resto al Sud è rivolto a:

Giovani di età compresa fra i 18 e i 45 anni

Residenti nelle regioni del Sud Italia: Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna

Non siano già titolari di altra attività di impresa attiva

Progetti Finanziabili

Sono finanziate le attività imprenditoriali relative a produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria, ovvero relativi alla fornitura di servizi, compresi i servizi turisti


Ristrutturazione o manutenzione straordinaria di immobili; macchinari; programmi informatici e servizi per le tecnologie, spese necessarie all’avvio dell’attività.







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